Celiachia: stop da Bruxelles

Celiachia, uno stop da Bruxelles sul nuovo regolamento sugli alimenti dedicati a diete speciali che non include più i prodotti per celiaci

Celiachia: stop da Bruxelles

Celiachia, uno stop da Bruxelles sul nuovo regolamento sugli alimenti dedicati a diete speciali che non include più i prodotti per celiaci. Il regolamento invece include gli alimenti per perdere peso, ma non quelli per celiaci.

L’ Unione Nazionale Consumatori e l’Associazione Italiana Celiachia non cedono sul mantenimento delle garanzie e delle tutele sui prodotti dietetici per celiaci Regolamento 41/2009 nel Regolamento sulle informazioni sugli alimenti ai consumatori (1169 del 2011). L’ Unione Nazionale Consumatori e l’Associazione Italiana Celiachia hanno ottenuto che sia chiarita la differenza tra alimenti per celiaci, che nell’attuale normativa sono definiti dietetici e che sono completamente privi di glutine, da quelli che sono invece di comune consumo.

Le differenza tra queste tipologie di alimenti sono sostanziali, dimagranti contengono glutine, mentre gli alimenti per celiaci ne sono privi quindi alimenti speciali. La versione definitiva del Regolamento include gli alimenti per perdere peso, ma non quelli per celiaci.

L’AIC aveva già segnalato che si doveva essere più espliciti nella definizione dei prodotti per celiaci, che  non sono solo quelli con glutine ridotto, ma anche quelli dove viene del tutto sostituito. È stata comunque confermata l’abrogazione del Regolamento 41/2009, con il trasferimento delle indicazioni contenute nel Regolamento 41/2009 all’interno del FIC (Regolamento “Food Information to Consumers”, n. 1169/2011). 

Sono così garantite una corretta informazione al consumatore, nello specifico sulle differenze tra alimenti comuni e alimenti speciali senza glutine per celiaci, anche se le garanzie per i celiaci restano comunque vaghe. Questa norma regolamenta alimenti essenziali per la dieta di lattanti e bambini piccoli e persone affette da patologie specifiche, ma non sono inclusi i celiaci. 

Hanno influito sulle decisioni finali, alcune interpretazioni del Regolamento 41/2009 da parte delle Food Agency di alcuni paesi del Nord Europa che hanno vietato la dicitura “senza glutine” nella ristorazione e nei laboratori artigianali e l’erronea convinzione che si trattasse di una strumentalizzazione della celiachia in una “questione italiana”. Oggi l’attenzione si sposta sul trasferimento delle indicazioni del Regolamento 41/2009 all’interno del FIC, per  garantire le tutele riconosciute sino ad oggi sui prodotti dietetici per celiaci.

 





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