Alzheimer e acquisti compulsivi: ecco la pillola

La stessa sostanza chimica, contenuta in una pillola, agirebbe sia nel trattamento dell'Alzheimer sia nello shopping compulsivo

Alzheimer e acquisti compulsivi: ecco la pillola

Gli acquisti compulsivi possono rappresentare una vera e propria patologia, la quale merita di essere contrastata con la dovuta attenzione.

La psiche umana d'altronde sa rivelarsi estremamente complessa non solo per quanto riguarda le sue immense potenzialità, ma anche relativamente a degli stati patologici, delle condizioni psichiche che meritano di essere fronteggiate con la dovuta attenzione tramite il supporto di professionisti esperti.

Quello degli acquisti compulsivi è un fenomeno che può essere paragonato ad una sorta di dipendenza: tralasciando le dipendenze che coinvolgono tanto la psiche quanto l'organismo della persona, come possono essere ad esempio quelle dall'alcol e dalle droghe, vi sono anche delle tipologie di dipendenze che abbracciano solo la psiche del soggetto, come è il caso ad esempio della dipendenza dal gioco d'azzardo.

Parallelamente alle forme più note ve ne sono anche alcune più rare, ma non per questo da sottovalutare: alcune persone ad esempio tendono ad accumulare oggetti in modo compulsivo, altre invece non riescono a fare a meno dello shopping.

Da questo punto di vista è utile sottolineare che si sta parlando di una vera e propria condizione patologica: fare shopping piace pressoché a tutti, anzi quanto detto potrebbe perfino risultare un'occasione per scherzare e per essere goliardici, ma in realtà questo aspetto è assolutamente serio ed è una dipendenza meritevole di tutta l'attenzione del caso.

Ovviamente la sindrome da acquisti compulsivi si manifesta a prescindere da quali siano le disponibilità economiche della persona, di conseguenza questa dipendenza può rivelarsi preoccupante anche a livello di finanze personali e familiari.

Come tutte le dipendenze, ovviamente, la persona che ne è interessata assai difficilmente riconoscerà o ammetterà di avere tale problema, di conseguenza è molto importante che prestino la dovuta attenzione i familiari, gli amici e tutte le persone care, invitandola ad affrontare la questione e soprattutto a lasciarsi aiutare.

Una notizia recente ha presentato una novità molto interessante relativa proprio agli acquisti compulsivi: l'utilizzo di un particolare sostanza sarebbe in grado di contenere simili comportamenti.

L'elemento a cui si fa riferimento è la memantina, sostanza che agisce sul glutammato chimico nel cervello; tale sostanza ad oggi è adoperata piuttosto frequentemente per contrastare l'Alzheimer, ed è suggestivo appunto il fatto che la medesima possa garantire un risultato apprezzabile sia nel contrasto all'Alzheimer che nel fronteggiare lo shopping compulsivo.

Ambedue le problematiche riguardano la psiche, questo è vero, ma sono profondamente differenti l'una dall'altra, per tale motivo questa notizia ha suscitato subito un grandissimo interesse.

A tale risultato si è giunti a seguito di una ricerca condotta da un team molto autorevole, ovvero un gruppo di psichiatri dell'Università del Minnesota.

Questi psichiatri hanno condotto una ricerca su un campione piuttosto vasto, composto da persone di età compresa tra i 19 ed i 59 anni alle quali è stata diagnosticata appunto la sindrome da shopping compulsivo.

Per un periodo di 8 settimane sarebbe stata somministrata loro della memantina, e tale sostanza avrebbe dato appunto dei risultati interessanti: l'impulso a fare acquisti infatti si sarebbe placato in modo importante al termine di tale periodo.

Ovviamente tale notizia va considerata con la dovuta cautela, dal momento che la scienza medica deve ancora esprimersi a riguardo.

D'altronde la stessa memantina non rappresenta certo una soluzione assoluta e definitiva nei confronti dell'Alzheimer: l'Alzheimer, ovvero una condizione degenerativa della mente che si manifesta in alcuni uomini e in alcune donne in corrispondenza dell'invecchiamento, purtroppo è ancora oggi una problematica che non può essere fronteggiata in modo totale.

Ad oggi esistono sicuramente delle cure e delle terapie ideali per chi è interessato da Alzheimer, ma non esistono tuttavia delle soluzioni in grado di evitare il declino mentale dei soggetti interessati da Alzheimer.

Sia l'Alzheimer che le dipendenze, le quali come visto possono manifestarsi anche in degli atteggiamenti compulsivi quali quelli che abbiamo menzionato in precedenza, meritano di essere fronteggiate con massima attenzione, trattandosi di condizioni che incidono in modo importante sul benessere della persona e sulla sua qualità della vita, di conseguenza l'auspicio è che la scienza medica possa introdurre delle nuove terapie in grado di garantire dei risultati apprezzabili.

A tal riguardo che benvengano delle novità interessanti quali quelle presentate da questo team di psichiatri, ad ogni modo come detto non si può cadere in facili entusiasmi prima che la medicina ufficiale non si esprima a tal riguardo e soprattutto prima che concretizzi quanto scoperto in delle reali soluzioni perseguibili per chi convive con delle problematiche riguardanti il benessere della psiche e la lucidità mentale.





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