Nuova direttiva su pile e accumulatori

Nuova direttiva su pile e accumulatori

Nuova direttiva su pile e accumulatori

Più impegno (e maggiori responsabilità) dei produttori con l'obiettivo di prestare un'attenzione sempre maggiore per l'ambiente: questa la direzione in cui vanno i nuovi ordinamenti italiani (che recepiscono norme comunitarie) relative alla produzione e al riciclo di pile e accumulatori.

Dal 18 dicembre 2008, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri del 19 novembre 2008, entra in vigore il decreto legislativo n. 188 (20/11/2008). Viene quindi recepita nel nostro ordinamento giuridico la direttiva europea 2006/66/CE sulla produzione e il riciclo di pile e accumulatori e, contestualmente, viene abrogata la direttiva 91/157/CEE che non è riuscita a controllare in modo adeguato il diffondersi nell'ambiente dei materiali nocivi (metalli pesanti) di cui sono composte, né ad istituire una disciplina omogenea per la loro raccolta e riciclo.

Ad esempio, solo nel 2002, quasi una su due delle pile "portatili" vendute - cioè le pile piccole, sigillate, non le batterie per autoveicoli o industriali - è stata destinata allo smaltimento in discarica o negli inceneritori invece di venire riciclata dopo l'uso. Questo si è verificato anche nel caso di quelle pile che erano state raccolte separatamente al termine della loro vita utile. Pertanto l'obiettivo principale dell'attuale normativa è quello di ridurre al minimo la produzione di rifiuti derivanti dalla dimissione di pile ed accumulatori, favorendo la raccolta dei rifiuti al fine del loro reimpiego, del riciclo o del recupero, contribuendo in tal modo alla tutela, alla salvaguardia e al miglioramento della qualità dell'ambiente.

In base alla nuova normativa i produttori di pile e di accumulatori saranno i principali responsabili nella gestione delle varie tappe del sistema: dall'informazione ai cittadini, alla raccolta differenziata dei rifiuti. Rientrerà nei loro obblighi anche il finanziamento della realizzazione di sistemi di trattamento e di riciclaggio dei rifiuti di pile e di accumulatori. Sempre i produttori poi dovranno farsi carico di tutto ciò che riguarderà la raccolta, il trattamento e il riciclaggio delle pile e degli accumulatori siano essi portatili, industriali o di veicoli. Ma la novità sta soprattutto nell'introduzione del concetto di "produzione sostenibile" che si esplica in sei obiettivi da raggiungere a livello nazionale.

1) raccolta di almeno il 25% delle pile portatili utilizzate annualmente in ogni Stato membro entro il 2012, per raggiungere il 45% entro il 2016;
2) obbligo di riciclare tutte le pile raccolte (con le eventuali deroghe per le pile portatili pericolose);
3) limitazioni all'uso del mercurio in tutte le pile e all'uso del cadmio nelle pile portatili;
4) divieto di smaltimento in discarica o mediante incenerimento delle pile industriali o delle batterie per autoveicoli;
5) l'adozione di requisiti specifici per i processi di riciclo dei diversi tipi di pile (con l'obbligatorietà di soddisfare determinati livelli di efficienza);
6) obbligo per i produttori di pile, in conformità al principio della responsabilità del produttore, di finanziare i costi della raccolta, del trattamento e del riciclaggio delle pile usate.

La Commissione europea ha stabilito inoltre il divieto di immettere sul mercato pile e accumulatori contenenti sostanze pericolose, ovvero mercurio o cadmio, nelle quantità percentuali di peso esplicitamente indicate. Precisando inoltre che le pile fino ad oggi immesse legalmente sul mercato comunitario non dovranno essere ritirate dalla vendita o essere rietichettate secondo i nuovi requisiti.

E' dalla data di entrata in vigore del decreto, invece che potranno essere immesse sul mercato solo le pile e gli accumulatori che possiedano i requisiti stabiliti dallo stesso decreto, prevedendo contestualmente il ritiro delle pile e degli accumulatori non conformi immessi sul mercato. Sempre secondo la nuova direttiva, il ministero dell'Ambiente, i ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze dovranno contribuire ad identificare nuove misure dirette a favorire lo sviluppo di migliori tecnologie per il recupero, il riciclaggio ed il trattamento delle pile e degli accumulatori, in ragione degli stanziamenti di bilancio esistenti, promuovendo sistemi certificati di gestione ambientale.





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