Fangoterapia

L’uomo da sempre ha un rapporto molto particolare con l’acqua sorgiva, nel passato considerata come un regalo delle divinità. Oggi è un valido alleato dalle virtù terapeutiche e depurative.

Fangoterapia

Il fango dal greco pelos, è un materiale ipertermale, derivante dalla commistione tra una componente solida ( argilla e sostanze organiche ) e una parte liquida ( acqua minerale ), che viene utilizzato per fini terapeutici sotto forma di impacco. La capacità calorica, l'azione chimica e la sollecitazione meccanica di questa sostanza producono effetti molto benefici. I fanghi si distinguono, in base alla loro struttura chimica: in solforosi e clorulati, salso iodici, arsenicati e ferruginosi; mentre in base all'azione curativa: in stimolanti, sedativi, risolventi e ricostituenti. La fangoterapia prevede applicazioni totali ( fatta eccezione per la testa, l'area toracica precordiale e anteriore del collo) parziali ( su singole parti del corpo ) e addominali.

Seduta tipo Dopo che il terapeuta ha distribuito il fango ( lo spessore va dai 3 ai 10 cm al massimo ) sulla parte da trattare alla temperatura di 45-50 °, il paziente viene coperto per ridurre la dispersione del calore. Dopo 15-20 minuti, segue una doccia di pulizia e la fase di reazione, dalla durata di 30-60 minuti, in cui avviene l'adattamento delle funzioni corporee allo stress terapeutico del fango.

Lucia Lamberti





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