Freddo in agguato ... e con esso i geloni

Consigli pratici per contrastare i geloni

Freddo in agguato ... e con esso i geloni

Veri nemici della pelle del viso, delle mani e dei piedi nei mesi più freddi, i geloni sono il risultato di un disturbo a livello del microcircolo delle estremità, sul quale il freddo agisce provocando arrossamenti anche molto dolorosi, a volte accompagnati da screpolature della pelle.

 

Nei casi più gravi, non trattati adeguatamente, i geloni possono dar luogo a fastidiose infezioni della cute, di lunga e difficile guarigione.

 

Una volta insorte, queste dolorose macchie o tumefazioni rosso-violacee della pelle possono essere trattate con creme a base di cortisonici e, nel caso siano presenti anche screpolature o altre lesioni più gravi, con pomate antibiotiche per prevenire o combattere le eventuali infezioni.

 

Tuttavia, prevenire è sempre meglio che curare. A tal fine i rimedi più efficaci sono quelli che favoriscono il normale mantenimento della microcircolazione locale. E quindi: la protezione delle parti più esposte con indumenti in grado di proteggere dal freddo (ad esempio in lana o in pile), una regolare attività fisica, utile a mantenere la funzionalità dei piccoli vasi sanguigni, ed una dieta ricca di vitamine.

 

Utili sono in particolare la vitamina A (o il suo precursore beta-carotene, contenuto nelle carote, negli spinaci e nei cavoli), che agisce preservando l'integrità della pelle, la vitamina C (presente negli agrumi, nei cavoli e nei broccoli), utile a mantenere l'elasticità delle pareti dei piccoli vasi sanguigni, e la vitamina E (abbondante nelle carote e negli spinaci), che aiuta a contrastare gli arrossamenti cutanei. Anche i flavonoidi, di cui sono ricchi i mirtilli e le more, hanno un effetto benefico nel mantenere l'integrità e la funzionalità del microcircolo.

 

Alla prima avvvisaglia, che in genere si manifesta con un lieve prurito o un leggero arrossamento, è consigliabile immergere la parte colpita in acqua tiepida (mai bollente), al fine di favorire una graduale riapertura dei piccoli vasi superficiali, ed applicare una pomata a base di arnica o calendula, dalle proprietà lenitive ed emollienti. 

 

In ogni caso è sempre assolutamento sconsigliato mettere a contatto la parte colpita con una fonte di calore intenso (termosifone o acqua bollente): ciò provocherebbe la repetina riapertura dei capillari più superficiali, non accompagnata da quella dei vasi più profondi, con un "effetto a bottiglia" responsabile della fuoriuscita di fluidi plasmatici nei tessuti circostanti, tumefazione della parte lesa ed aggravamento della sensazione di dolore.

 

Chiara De Carli





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