Alimentazione autoctona

Alimentazione autoctona

Alimentazione autoctona

L'alimentazione autoctona, ovvero l'alimentazione che segue le tradizioni e le tipicità del luogo, a livello di senso comune è considerata un qualcosa di molto positivo, a tal riguardo tuttavia si segnalano come particolarmente interessanti i risultati emersi da un suggestivo studio che è stato condotto da Daphne Miller, docente di medicina integrativa e nutrizione all'Università della California di San Francisco.

La Prof. Miller ha parlato a tal riguardo di "Effetto Giungla": quanto emerso ai suoi studi infatti è molto interessante, e secondo i risultati di tale ricerca le popolazioni che prediligono l'alimentazione autoctona sarebbero molto più agevolate nel preservare la loro salute.

L'incipit alla base di questo studio è stato il seguente: è noto che in determinate zone del mondo l'incidenza di alcune malattie è molto bassa, e a tal riguardo gli esempi sono tanti.

In Camerun ad esempio sono molto ridotti i casi cancro colorettale, mentre in Islanda sono rarissimi i casi di depressione.

Ad una prima analisi, in genere, si tendono a spiegare questi aspetti sulla base di caratteristiche geografiche, ma se così fosse anche le popolazioni vicine dovrebbero beneficiare di queste presunte condizioni favorevoli per la salute, quantomeno nell'ottica di determinate patologie.

E invece non è così: sono solo le popolazioni in questione a rivelarsi avvantaggiate da questo punto di vista, ed è proprio per questo motivo che la Prof. Miller ha voluto analizzare il fenomeno in un'ottica differente per darne una spiegazione più precisa, più approfondita.

Anche un altro aspetto ha costituito, per la Prof. Miller, un'interessante spunto di riflessione: una sua paziente trascorse un soggiorno nelle zone che erano state vissute molti anni addietro dai suoi avi, e aveva notato dei miglioramenti sorprendenti, quasi innaturali.

Anche questo fenomeno così strano ha suscitato grande curiosità e ha spinto la Miller a compiere delle analisi più approfondite.

Per avviare questo suo studio dunque la Prof. Miller ha compiuto una serie di viaggi, e il risultato è stato inequivocabile: il segreto del benessere che contraddistingue determinate popolazioni è rappresentato dal fatto che seguono un'alimentazione autoctona.

Alla luce di questo dunque non desta stupore il fatto che nell'isola di Okinawa il cancro al seno sia rarissimo: in tale località infatti si consumano ricche quantità di Omega 3 e di verdure, alimenti che hanno sicuramente dei risvolti molto positivi in tal senso, allo stesso tempo nell'isola greca di Creta le patologie cardiache sono bassissime, e questo potrebbe essere dovuto al massiccio consumo di olio d'oliva, un alimento naturale che ha dei risvolti molto positivi per il benessere cardiaco.

Di fatto, dunque, le varie diete che si seguono nelle diverse zone del mondo possono rappresentare un toccasana per chi ha determinate esigenze: la dieta islandese potrebbe avere un effetto energizzante molto profondo per una persona depressa, allo stesso tempo una dieta come quella di Okinawa sarebbe perfetta per un europeo che ha come obiettivo quello di smaltire alcuni chili di troppo.

L'alimentazione autoctona potrebbe dunque essere la "via" per migliorare la condizione di salute di una persona, e questa ricerca è riuscita a far emergere degli aspetti davvero molto particolari, che forse sono stati trascurati per troppo tempo da parte della scienza medica.

La Prof. Miller si preoccupa bene di evitare i classici luoghi comuni correlati alle varie diete che vengono seguite nel mondo, sta di fatto che le abitudini alimentari delle varie popolazioni hanno realmente una valenza determinante in tale ottica.

Non è la prima volta, peraltro, che si parla di alimentazione autoctona e degli ottimi risvolti che può garantire a livello di salute e di benessere: in passato infatti alcuni studiosi avevano evidenziato aspetti simili, basti citare ad esempio Weston R. Price, oppure Norman Hollenberg, docente di medicina alla Harvard Medical School.

Va detto tuttavia che la Miller è stata la prima a descrivere quello che ha lei stessa definito "Effetto Giungla" in modo complessivo: parallelamente agli aspetti alimentari, infatti, la docente ha considerato anche aspetti culturali e legati alle varie tradizioni delle diverse popolazioni.

Gli studi che la Prof. Miller ha condotto con successo le hanno consentito peraltro di pubblicare un libro riguardante tale tematica, ovvero The Jungle Effect: A Doctor Discovers the Healthiest Diets from Around the World - Why They Work and How to Bring Them Home; tantissime persone si sono molto appassionate a tale pubblicazione, anche perché ha un profilo narrativo molto piacevole.





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