Influenza texana 2014-2015: come sarà? Chi deve vaccinarsi?

Alcuni esperti hanno delineato le peculiarità che caratterizzeranno l'influenza ormai alle porte

Influenza texana 2014-2015: come sarà? Chi deve vaccinarsi?

Con l'arrivo delle temperature invernali si avvicinano anche, come noto, i malanni di stagione, ed anche in questa invernata gli italiani saranno interessati da un'influenza piuttosto fastidiosa e, per alcune fasce di popolazione, anche potenzialmente pericolosa.

 

Il virus dell'influenza, come noto, si manifesta ogni anno nel cuore dell'inverno, indicativamente nel periodo che intercorre tra novembre e febbraio, comportando sintomi ed effetti piuttosto variegati.

 

Ogni anno, infatti, l'influenza si presenta con delle peculiarità differenti, di conseguenza è certamente interessante fare il punto sulle caratteristiche che dovrebbero riguardare l'influenza oramai alle porte, la quale è stata già definita come "influenza texana".

 

Dell'influenza relativa all'inverno 2014-2015 si è recentemente parlato in occasione del Congresso Nazionale della Societa’ Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) di Genova, giunto alla sua tredicesima edizione, e sono intervenuti sull'argomento numerosi esperti.

 

Secondo il Dottor Massimo Andreoni, primario di Malattie Infettive al Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma, l'influenza texana potrebbe rivelarsi particolarmente pericolosa per alcune fasce di popolazione, le quali sono, ad ogni modo, quelle tradizionalmente più esposte al rischio di complicazioni: pazienti interessati da insufficienze renali a carattere cronico, cardiopatici, diabetici, malati cronici ed over 65.

 

Per tutte queste categorie, dunque, il vaccino è vivamente raccomandato: gli esperti sostengono infatti che le complicanze, per questi particolari soggetti, potrebbero rivelarsi quest'anno particolarmente acute, dunque vale assolutamente la pena di prendere tutte le contromisure del caso.

 

Non si può negare, d'altronde, il fatto che ogni anno purtroppo si verifichino, in Italia, alcune migliaia di decessi per via delle complicanze legate all'influenza; per quanto sia vero che, in genere, l'influenza viene superata da gran parte della popolazione semplicemente trascorrendo alcuni giorni a letto, non si può trascurare il rischio a cui vengono esposte le fasce di popolazione più deboli a livello di condizioni fisiche.

 

Negli ultimi anni è stato maturato un certo scetticismo nei confronti dell'utilità dei vaccini, soprattutto quando alcuni anni fa l'influenza suina, anche nota come virus h1n1, fu presentata come una patologia molto pericolosa, ma in realtà non si rivelò più temibile delle comuni influenze invernali.

 

Ad ogni modo, ovviamente, una cosa sono gli aspetti mediatici, un'altra sono i dati relativi alle persone che, versando già in condizioni di salute precarie, hanno purtroppo perduto la vita per via delle complicanze legate all'influenza.

 

Insomma, per le fasce più a rischio il vaccino è assolutamente raccomandabile, ma nel Congresso in questione si è parlato anche dell'importanza che facciano regolarmente il vaccino tutte le persone che praticano professioni sanitarie, dunque medici, inferimeri e personale impiegato negli ospedali, proprio per evitare il rischio che possa avvenire il contagio nei confronti di pazienti che già convivono con delle patologie che li rendono inequivocabilmente dei "soggetti a rischio".

 

Per quanto riguarda i sintomi dell'influenza ormai alle porte non vi sono particolari differenze con le influenze che hanno interessato la popolazione italiana negli ultimi anni: raffreddore, febbre, dolori muscolari, tosse.

 

Eventuali complicanze, le quali sono assolutamente da scongiurare, potrebbero invece riguardare soprattutto il sistema cardiocircolatorio.

 

Anche per quanto riguarda i rimedi, secondo gli esperti intervenuti nel congresso, non vi è nulla di particolarmente nuovo: riposo a letto, caldo, ed eventualmente l'utilizzo di medicinali, esclusivamente se prescritti dal medico.

 

Pare che gli antibiotici, quest'anno, non verranno suggeriti praticamente mai dai medici ai loro assistiti, in quanto inefficaci; il loro utilizzo potrebbe rendersi necessario esclusivamente nel caso in cui dovessero verificarsi delle complicanze a carattere batterico.

 

Insomma, l'influenza texana pare che non si rivelerà particolarmente differente rispetto alle influenze degli ultimi inverni, tuttavia, come detto, bisognerà prestare massima attenzione ai soggetti a rischio, dal momento che la possibilità che insorgano delle complicanze è concreta.

 

I medici consigliano vivamente a tutte le categorie potenzialmente a rischio l'apposito vaccino antinfluenzale.

 

Riccardo G.

 

 





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