I telefoni cellulari fanno male?

Nuove ricerche creano preoccupazione per la salute dei bambini.

I telefoni cellulari fanno male?

Qualche anno fa fu dato ampio risalto ai risultati di uno studio della Mobile Telecommunications per la Health Research Programme finanziato congiuntamente dal governo e l'industria. La ricerca concludeva che telefoni cellulari, stazioni radio base e antenne non causano effetti nocivi alla salute.

 

Tuttavia, secondo un'altro studio di Interphone, in parte finanziato dal settore della telefonia mobile, iniziato circa 10 anni fa la realtà è ben diversa. I risultati saranno divulgati nelle prossime settimane, ma sono allarmanti: le persone che hanno usato i cellulari per un decennio o più ha avuto un'aumento significativo del rischio di sviluppare alcuni tipi di tumori al cervello.

 

Uno studio americano e coreano pubblicato una quindicina di giorni fa ha dimostrato che l'uso del cellulare aumenta il rischio del tumore al cervello di circa il 25%. Una relazione simile è stata resa nota da scienziati australiani nel mese di luglio di quest'anno.

 

A preoccupare di più è l'aumento di casi di tumore al cervello e al collo nella fascia di età infantile.

 

Le società di telefonia evitano allarmismi e continuano ad insistere che i loro prodotti sono sicuri. Molti scienziati concordano con loro, ma altri hanno crescenti preoccupazioni. Molti esperti credono i giovani sono più sensibili alle radiazioni a microonde prodotte da telefoni cellulari - e quindi rischiano di più di sviluppare tumori al cervello ed altri tumori della testa. I giovani - e questo aggrava il quadro  - usano i telefonini non tanto per telefonate di emergenza, ma per lunghe conversazioni.

 

Uno dei pochi studi sui bambini è stato realizzato quest'anno dal professor Lennart Hardell, esperto oncologo, ed il risultato è inquietante. Lo studio realizzato nell'Ospedale Universitario di Orebro, in Svezia, ha mostrato che un uso regolare - più di un'ora al giorno - di qualsiasi telefono cellulare o cordless, prima dei 20 anni aumenta il rischio di cancro al cervello di cinque volte. Che è più del doppio del rischio che correrebbero gli adulti.

 

Dr Elisabeth Cardis, direttore della ricerca di radiazione presso il Centro per la Ricerca in Epidemiologia Ambientale, a Barcellona, avverte: "I bambini hanno crani più sottili e la radiazione viene assorbita fortemente". 

 
 
Dr. Joe Wiart, uno specialista di effetti biologici delle onde elettromagnetiche a France Telecom (il principale operatore telefonico nazionale, che possiede Orange)ha condotto una ricerca lo scorso anno che ha mostrato che i bambini assorbono circa il doppio di radiazione degli adulti.

 

L'Associazione Brain Tumour informa che i tassi di mortalità per i tumori al cervello nei bambini sono in aumento.

 

I bambini sono sempre più bombardati fin dalla nascita da radiazioni, perfino ancor prima di venire alla luce, nella pancia della mamma.

 

Ma l'Allarme inquinamento elettromagnetico e bambini non si ferma ai cellulari. Tutto il wireless anche se in misura minore espone i bambini ad una radiazione giornaliera. Giocattoli senza fili, telefoni senza fili. Molti bambini piccoli hanno reti Wi-Fi a scuola, quindi la loro esposizione è continua.

 

Perché allora aspettare prove inconfutabili? In Russia la Health Protection Agency ha consigliato al governo di vietare l'uso mobile per minori di 18 anni.

 

La Francia sta per introdurre nella legislazione restrizioni per la pubblicità di cellulari a minori di 14 anni e utilizzo di reti mobile in asili e scuole primarie. A Salisburgo, in Austria, la Wi-Fi è vietata nelle scuole.

 

E in Italia? Prendiamo sul serio l'inquinamento elettromagnetico? Sappiamo gli effetti nocivi che hanno le antenne di telefonia mobile in prossimità di strutture per l'infanzia? C'è una ragionevole prudenza nell'utilizzo delle apparecchiature wirelss? Spengiamo i supporti mobili nelle ore notturne nelle nostre camere da letto?

 

E’ davvero evidente come l’argomento sia alquanto vasto, ma la questione merita sicuramente la massima attenzione.

 

Recenti servizi televisivi dedicati a tale argomento, non ultimo quello realizzato dalla trasmissione televisiva Le Iene, dimostrano come l’utilizzo prolungato del cellulare riesca realmente ad incrementare la temperatura dei tessuti esposti al dispositivo.

 

Su tale delicata tematica si sono scritti anche molti libri, e le posizioni a riguardo risultano discordanti; il fatto che l’esposizione alle radiazioni di un telefono cellulare esponga in modo pericoloso il cervello, tuttavia, è un dato di fatto ed inconfutabile, e anche l’accrescimento della temperatura di tali tessuti risulta evidente.

 

Chi considera il problema delle radiazioni da cellulare un problema non particolarmente rilevante, in genere, sottolinea come oggi si sia di fatto inondati da radiazioni elettromagnetiche, tuttavia l’aspettativa di vita continua ad essere piuttosto elevata.

 

Per contro c’è da dire che l’incidenza dei tumori non è da considerarsi in diminuzione, anzi, queste temute patologie rappresentano di fatto il problema del secolo per quanto riguarda la disciplina medica; allo stesso tempo, inoltre, eventuali danni da esposizione a radiazioni elettromagnetiche di telefono cellulare non divengono evidenti nell’immediato, al contrario possono avere dei risvolti negativi a distanza di oltre 10 anni.

 

Utilizzare gli auricolari e ridurre al minimo la durata delle telefonate effettuate tramite telefono cellulare, ad ogni modo, sono delle abitudini che è sempre bene seguire per evitare spiacevoli sorprese; le App di messaggistica istantanea possono rappresentare, da questo punto di vista, una buona alternativa alla classica comunicazione telefonica, preferibile in quanto non si tiene l’apparecchio vicinissimo al cervello.

 

Come detto in precedenza, inoltre, l’utilizzo del cellulare deve assolutamente essere evitato nei più piccoli; non esiste, da questo punto di vista, una “età minima” alla quale prevedere l’acquisto di un cellulare per il proprio figlio, ma non bisogna assolutamente avere del buon senso e soprattutto raccomandarsi che non ne venga fatto in alcun caso un uso eccessivo.





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