Fegato ingrossato

Informazioni utili per riconoscere se il fegato è ingrossato.

Fegato ingrossato
  • Introduzione
  • Le Cause
  • I Sintomi
  • La Cura
  • La Dieta
  • I Rimedi Naturali
  • L'Agopuntura
  • Lo Stress

Introduzione

Nella regione addominale iniziamo ad avvertire dei piccoli fastidi e il fegato assume pian piano dimensioni che vanno oltre la sua normale taglia? Se la risposta è positiva, ecco che ci troviamo dinanzi ad un evidente caso di Fegato Ingrossato.

Come è deducibile, si tratta di una condizione piuttosto comune nella popolazione e che non deve dar adito a preoccupazioni di sorta: semplicemente, il fegato sta raggiungendo un aumento volumetrico che va oltre le sue normali dimensioni.

Il paziente può accorgersi di questo fenomeno attraverso degli accenni di dolore localizzati nell'area addominale, ma la conferma non può che esser decretata da un medico, naturalmente solo dopo aver eseguito una serie di esami ematici, di ecografia addominale, una TAC o una risonanza magnetica.

  • Le Cause  

Alla base di questo fenomeno ci sono solitamente una serie di malattie, che con un breve riassunto alla mano tentiamo di descrivere qui di seguito.

Epatiti: di origine virale, le epatiti A-B-C-D-E sono tra le maggiori cause del fegato ingrossato. Dopo la sua manifestazione, infatti, qualunque classe di epatite può dar vita all'ingrossamento del fegato, al cambiamento della sua consistenza (ora più molle e liscia), nonché scatenare alcune forme di dolore.

Nel caso di epatite cronica, invece, col passare del tempo l'organo può persino raggiungere un stadio duro e nodoso.

Cirrosi: si tratta di una malattia degenerativa del fegato, per lo più scatenata da un'epatite non curata in maniera adeguata. E' una condizione cronica che riguarda in particolar modo gli alcolisti e coloro i quali sono affetti da malattie dismetaboliche.

Con l'avvento della cirrosi il fegato inizia ad ingrossarsi progressivamente, diventando più duro e nodulare del solito; col passare dei giorni si manifestano degli edemi soprattutto nell'area addominale, inducendo l'addome a presentarsi gonfio e globoso.

Steatosi epatica: si manifesta quando il fegato ha accumulato troppo grasso, e normalmente è destinata a trasformarsi in una vera e propria forma di epatite. I soggetti più inclini a contrarre la steatosi epatica sono gli obesi, gli alcolisti, i diabetici di tipo II e tutti coloro i quali si lasciano tentare da diete fortemente ricche di fritture e di cibi grassi.

Anche in questo caso, con la steatosi troviamo un fegato molle e liscio, seppur non dolente, ma comunque teso a divenire più grosso del normale.

Mononucleosi: patologia di natura infettiva, è solitamente alle origini di un aumento volumetrico del fegato e della milza. Suoi effetti comuni vanno da un generalizzato senso di debolezza, fino a febbre e forti mal di gola.

Emocromatosi: si tratta di una malattia ereditaria che consiste in un eccessivo accumulo di ferro all'interno dell'organismo. Dà origine all'ingrossamento del fegato, oltre che ad un cambiamento del colorito cutaneo su tonalità grigiastre/bronzee.

Tumore del fegato: quando si è affetti da questa particolare condizione, è naturale prevedere che la massa tumorale provochi aumenti volumetrici dell'organo.
Il fegato vede trasformare la sua consistenza (ora più dura), e proprio questo fa sì che si renda causa di dolori anche piuttosto fastidiosi, oltre che di sintomi vari quali stanchezza, nausea e vomito.

Abuso di farmaci: anche l'assunzione reiterata di determinati farmaci può rivelarsi come un comportamento deleterio. In particolar modo, sul piede di allerta devono mettersi coloro i quali assumono grandi quantità di paracetamolo, di statine (utilizzate per combattere il colesterolo alto), di macrolidi (antibiotici) e di amiodarone.

Altre malattie: oltre a quelle già citate, all'origine di un fegato ingrossato possono anche esservi malattie infettive come la brucellosi infettiva, la leishmaniosi, la rickettsiosi e il tifo addominale. Possibili anche le cause metaboliche spesso riscontrabili nell'amiloidosi e nella glicogenosi (di tipo II e IV).
Un fegato più grande può anche essere scatenato da colangite sclerosante, stasi biliare, leucemia mieloide, anemia emolitica, linfoma di Hodgkin e non Hodgkin.

  • I Sintomi

L'aumento di volume del fegato non è un evento che si riesce ad intercettare sin da subito. Tutto dipende dalle cause che l'hanno generato e dalla gravità della condizione: si va dai casi più lievi nei quali l'ingrossamento dell'organo può addirittura passare inosservato, fino a casistiche più serie dove il fenomeno è invece accompagnato da forme acute di dolore.

Quando emergono, i primi sintomi che si manifestano sono solitamente riconducibili ai fastidi nella regione addominale. E' del tutto normale imbattersi anche in sintomi di origine gastrointestinale quali possono essere il reflusso acido, la pienezza addominale, l'eruttazione, un generalizzato senso di pesantezza e di perdita d'appetito.

In determinati casi tutto ciò potrebbe essere accompagnato da febbre, perdita di peso e alterazione del colore di urine e feci.

Questi fenomeni, quando iniziano a ravvisarsi con un ritmo piuttosto costante, devono essere interpretati come veri e propri segnali di allerta. Come avvertimenti che devono spingerci a consultare un medico, il cui compito sarà proprio quello di accertare che i sintomi siano effettivamente manifestazioni di una patologia ben definita.

Nei casi più gravi è frequente la percezione di un dolore cronico nella zona del fegato. In particolar modo, i pazienti affetti da un ingrossamento del fegato dovuto a malattie pregresse piuttosto serie, sono soliti ravvisare dolori sordi all'addome superiore destro, nell'area inferiore della schiena o nella regione lombare destra.
Si tratta di un fastidio che può raggiungere gradi di entità anche piuttosto elevate, spesso più dolorose quando ci si china o si è in una fase di inspirazione.

  • La Cura

Dal momento in cui quella del fegato ingrossato non viene considerata una malattia vera e propria, ma solo come una mera conseguenza prodotta da malattie pregresse e non adeguatamente controllate, per curarne la condizione occorre agire sulle cause che l'hanno generata.

Quando il medico diagnostica l'effettivo aumento volumetrico dell'organo, infatti, non può che eseguire tutti gli accertamenti necessari per scoprirne le radici che vi sono a monte: da quale malattia di base proviene? Il paziente era a conoscenza della sua patologia? E questa, è stata trattata nella maniera corretta o è stata abbandonata al suo corso?

Una volta individuata la causa che è all'origine del fegato ingrossato, si procede quindi alla sua cura, pur accertando che il paziente - sia nel lasso di tempo della terapia, quanto nella fase post-trattamento - mantenga una dieta sana ed equilibrata, povera di alcolici e alternata con del buon esercizio fisico.

Di norma viene consigliato anche di non assumere alcolici e di smettere di fumare, poiché queste due attività vengono viste non solo come deleterie, ma addirittura come cause scatenanti del fenomeno stesso.

  • La Dieta

Se si vuol davvero combattere l'ingrossamento del fegato è necessario adeguarsi anche sotto il punto di vista alimentare: una dieta adeguata può rivelarsi estremamente importante per il processo di recupero!

Prima di tutto occorre bere molta acqua, chiudendo definitivamente lo scomparto degli alcolici e limitando fortemente il consumo di vino qualora se ne sia abusato in passato. Per quanto riguarda il cibo, ci si può invece lasciar trasportare da qualsiasi tipo di pietanza, purché priva di condimenti pesanti e di ingredienti troppo elaborati. Per questa ragione vengono particolarmente consigliati i piatti conditi con dell'olio extravergine di oliva.

Una pasta ben cotta, del pane tostato, carne bianca, pesce e legumi devono animare le nostre sedute culinarie in maniera piuttosto importante, poiché questi appena elencati sono cibi che reagiscono molto bene ai disturbi del fegato.

Circa il comparto frutta verdura e cereali possiamo spaziare in maniera molto ampia, pur evitando l'ormai noto ricorso ai cibi troppo pesanti (come peperoni e melanzane): in termini di verdure, meglio prediligere carciofi, radicchio, cicoria, bietole, broccoli e pomodori; mentre per quanto riguarda la frutta non ci sono particolari limitazioni da segnalare.

  • I Rimedi Naturali

Da integrare alla dieta intervengono poi i cosiddetti "rimedi della nonna", che seppur non siano specificatamente indirizzati ai casi di fegato ingrossato, corrono comunque in sua tutela nelle fasi di maggior difficoltà.

Si tratta di erbe talmente benefiche per il fegato da essere ormai considerate come veri e propri agenti epatoprotettori.

Tra queste ricordiamo:

  1. La Curcuma: protegge il fegato e stimola la produzione di bile.
  2. Il Cardo Mariano: grazie al contenuto di silimarina tutela le cellule del fegato, conosciute come epatociti, dalle sostanze nemiche di fumo, alcol e farmaci.
  3. L'Aloe Indiano: una miscela composta di sale nero, zenzero e succo di aloe indiano aiuta il fegato a ridurre gradualmente la sua dimensione.
  4. Il Licopodio e il Romice Crespo: entrambe erbe che aiutano la produzione di bile e svolgono un ruolo utile nel trattamento dei calcoli. Importanti nel compito di scioglimento dei grassi depositati.
  5. Il Carciofo: essendo una tipica pianta da agricoltura occorre prima di tutto controllare che non vi siano pesticidi depositati tra le sue foglie. Per il resto, il carciofo concorre alla rigenerazione del fegato in maniera molto attiva ed efficace.
  • L'Agopuntura

Anche nel cosiddetto comparto della medicina alternativa, ed in particolar modo nell'antica filosofia cinese, si possono trovare interessanti rimedi naturali contro il fegato ingrossato. L'agopuntura si propone di aiutare le persone affette da questo disturbo servendosi delle sue conoscenze millenarie: il ricorso a questa pratica, mira a depurare il fegato riattivandolo e disintossicandolo con precise azioni.

Nello specifico, si tende a stimolare il Meridiano che parte dalle dita dei piedi e termina nella zona toracica. Secondo la cultura cinese, infatti, sono questi i collegamenti corporei che corrisponderebbero all'organo del fegato.

I precursori di questa medicina sostengono di poter garantire risultati evidenti già dopo le prime 10 sedute.

  • Lo Stress

Buona parte degli sforzi fatti per ridurre il volume del fegato potrebbe essere ostacolata da un atteggiamento poco propositivo o da un stress psicologico perenne. Come per ogni altra missione, anche in questo caso la serenità mentale gioca un ruolo determinante nel processo di recupero, ed è per questa ragione che bisogna affrontare questa piccola sfida di salute come fossimo veri e propri battaglieri!

Per ridurre lo stress possiamo affidarci ad un po' di attività fisica, ancora meglio se volta alla ricerca dell'armonia corporea: ad esempio vanno benissimo le attività di yoga, jogging all'aria aperta, equitazione e canottaggio!

Cosimo Laneve





LASCIA UN COMMENTO

 Ho preso visione e accetto l'informativa sulla privacy