Cavallette: allarme lanciato da Coldiretti

Invasione di cavallette. Dall’Africa non arrivano solo le micidiali ondate di calore

Cavallette: allarme lanciato da Coldiretti

Cavallette: allarme lanciato da Coldiretti

Questi insetti che storicamente si sono resi protagonisti in più di un'occasione di veri e propri disastri all'agricoltura, dunque ai sostentamenti dell'uomo, sembra stiano continuando a rivelarsi piuttosto problematici in diverse zone del pianeta.

Negli scorsi giorni si sta parlando molto spesso di vere e proprie "invasioni": ovviamente non è il caso di far clamore, dal momento che non si stanno verificando eventi oltremodo problematici, tuttavia sembra che in alcune zone del modo la presenza delle cavallette stia causando non pochi grattacapi alle popolazioni, soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura.

Il continente "incriminato", secondo Coldiretti, sarebbe l'Africa: è proprio dall’Africa infatti che proverrebbero in massa questi insetti dalle dimensioni tutt'altro che piccole, il cui nome scientifico è Celiferi.

Quali sarebbero, dunque, gli episodi che hanno fatto insorgere un vero e proprio "caso", e che hanno reso messo appunto le cavallette al centro dell'attenzione negli ultimi periodi?

Anzitutto Coldiretti sottolinea che negli scorsi mesi le cavallette, in Madagascar, hanno messo in ginocchio numerose colture, e ciò ha rappresentato un problema non da poco, se si considera che in questa nazione l'agricoltura ha un'importanza davvero notevole.

In Madagascar peraltro la presenza eccessiva e indesiderata delle cavallette ha messo in discussione la sicurezza alimentare per più il 50% della popolazione, quindi c'è anche questo problema che deve essere considerato con la dovuta dose di attenzione.

Le cavallette hanno invaso dapprima l’Egitto, risulta dunque evidente il fatto che questi grossi insetti riescano a diffondersi i modo rapido e capillare, e questo può sicuramente costituire un pericolo.

Ma qual è la posizione dell'Italia in tutto ciò? Il nostro paese può essere minacciato da questi insetti?

Anche in Italia l'agricoltura ha un ruolo molto importante, di conseguenza porsi questa domanda è del tutto legittimo; proprio per questo motivo d'altronde Coldiretti ha lanciato l'allarme e ha voluto porre all'attenzione dei media quanto sta accadendo negli ultimi tempi in altre parti del mondo.

Secondo Coldiretti in Italia l'indesiderata presenza delle cavallette si sarebbe rilevata, per ora, in modo circoscritto e non particolarmente problematico, esattamente in alcune zone della provincia di Vicenza, del pesarese, e anche sulle colline del Montefeltro.

Sarebbero soprattutto delle specifiche condizioni climatiche contraddistinte dalla presenza di caldo umido e di inverni miti con scarsa pioggia a favorire la presenza delle cavallette, le quali comunque stanno causando danni non irrilevanti. 

Laddove non vengano arrestate per tempo, le cavallette possono sicuramente costituire un problema e le colture maggiormente a rischio sono quelle di mais, di vite, di ortaggi di vario genere, di foraggio per animali, di erbe medicinali; la voracità di questi insetti è d'altronde nota, di conseguenza nessuno può permettersi di prendere sotto gamba questa minaccia.

Come arginare il diffondersi delle cavallette? Sebbene come detto la presenza di questi insetti in Italia non lasci immaginare, al momento, scenari "catastrofici", è comunque molto importante la prevenzione, soprattutto nel periodo autunno-inverno.

Secondo Coldiretti è particolarmente importante riuscire ad agire con efficacia nei luoghi di diffusione e proliferazione di questi insetti, anche tramite il ricorso a soluzioni naturali.

Alcuni rimedi naturali si rivelano davvero molto suggestivi: per combattere gli attacchi, infatti, Coldiretti rivela che esistono dei metodi naturali che prevedono il ricorso a fagiani e faraoni, i quali però devono però essere presenti in un limite minimo di 20 esemplari ed uno massimo di 100 per azienda. 

Al di là di questa curiosità, ciò che Coldiretti intende sottolineare è che contro le cavallette non bisogna mai abbassare la guardia, anzi è importantissimo assicurarsi che questi insetti non vadano a costituire una minaccia ai terreni adibiti a coltura.





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